Grandi Scuole 2017

“Le Grandi Scuole” stage e audizioni internazionali con i Professori dell’École de Danse de l’Opéra National de Paris, del Teatro dell’Opera di Roma, della Bolshoi Ballet Academy of Moscow e del Escola de Dança do Conservatório Nacional – Lisboa , che si svolgerà nei seguenti weekend:

1) 05 Febbraio 2017
Irina Pyaktina (Bolshoi Ballet Academy of Moscow)

2) 18/19 Febbraio 2017
Gaia Straccamore (Teatro dell’Opera di Roma)
Alessandro Molin (Teatro dell’Opera di Roma)

3) 04/05 Marzo 2017
Jacques Namont (École de Danse de l’Opéra National de Paris)

4) 18/19 Marzo 2017
Pedro Carneiro (Escola de Dança do Conservatório Nacional – Lisboa)

5) 01/02 Aprile 2017
Gilbert Mayer (École de Danse de l’Opéra National de Paris)
Nicole Cavallin (École de Danse de l’Opéra National de Paris)

6) 22/23 Aprile 2017
Ofelia Gonzalez (Teatro dell’Opera di Roma)
Pablo Moret (Teatro dell’Opera di Roma)

7) 06/07 Maggio 2017
Marie-Josèe Redont (École de Danse de l’Opéra National de Paris)

Il corso si svolgerà presso la Maison de la Danse e MSPD studios di Roma in viale Amelia 30/b (fermata Ponte Lungo/Furio Camillo metro A)
Le lezioni sono a numero chiuso e sono accompagnate dal vivo al pianoforte.

Info e costi
Modulo iscrizione
Modulo BBA

L’Exemple Des Étoiles” è un’associazione nata dalla MAISON DE LA DANSE che unisce professionisti della danza e appassionati, nel comune intento di promuovere e divulgare la bellezza di quest’arte, valorizzando il patrimonio che la grande tradizione del balletto  ha lasciato ai danzatori di oggi e di domani.


Attraverso eventi, stages, incontri formativi, conferenze, “L’Exemple Des Étoiles” vuole riportare la danza alla sua giusta connotazione di Arte, in un momento in cui tale definizione è usata ed abusata in ogni campo.


La danza del 21° secolo ha subito un profondo mutamento e, talvolta, sembra aver preso una deriva pericolosa. La tecnica, il virtuosismo, la spettacolarità, sembrano essere diventati gli unici strumenti per entusiasmare ed emozionare un pubblico non più educato a godere della poesia, del sentimento, della liricità dei gesti, a lasciarsi coinvolgere l’anima dal talento di artisti in grado di rivelare il loro paesaggio interiore attraverso il movimento.


In tale direzione sembra andare anche la preparazione richiesta ai ballerini, con l’eccezione di alcune grandi accademie della tradizione: i fisici dei danzatori di oggi sono spinti al limite estremo delle loro capacità, con la conseguenza di esporli sempre più a possibili lesioni e di abbreviarne la carriera. Il dibattito sull’opportunità o meno di richiedere al corpo del danzatore un’elasticità, velocità, flessibilità che non obbediscono alle leggi proprie del corpo umano, che distorcono linee ed articolazioni, che modificano i canoni estetici, è finalmente aperto in molti paesi del mondo, in particolare in quello anglosassone. Tuttavia non è abbastanza: molte scuole ancora, e purtroppo anche alcune compagnie, selezionano i danzatori quasi unicamente in base alle loro eccezionali doti fisiche.


Il risultato è che la danza di oggi può contare su tanti ballerini tecnicamente perfetti, anche molto più che in passato, ma su ben pochi artisti.


Riteniamo sia necessario che la danza torni a coinvolgere l’anima, che rinascano grandi artisti, che il pubblico impari nuovamente a riconoscerli dalla loro capacità di trasmettere emozioni oltre che dal puro gesto tecnico. E per ottenere questo, riteniamo sia necessario attingere alla grande tradizione del passato, al sapere dei grandi maestri, che hanno tradotto le forme, i movimenti, i sentimenti, in Arte, appunto. 

Solo dopo aver studiato, approfondito e rispettato la tradizione, si ha il diritto di metterla da parte, sempre però con la consapevolezza che le siamo debitori, per lo meno, per aver contribuito a chiarirci le idee.  Naturalmente, se si resta ancorati al passato, la vita che continua diventa vita che si ferma ma, se ci serviamo della tradizione come d’un trampolino, è ovvio che salteremo assai più in alto

Eduardo De Filippo

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